Attività e progetti

Banner

Suggerisci

Banner

La carta di Firenze

Banner

Il programma nazionale

Banner

Costituzione Repubblica Italiana

Banner

Debito Pubblico

Home Archivio notizie Paradossi italiani: inventa il Bioscanner che rivela i tumori in modo non invasivo, ma bloccano la produzione!
Paradossi italiani: inventa il Bioscanner che rivela i tumori in modo non invasivo, ma bloccano la produzione! PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 14
ScarsoOttimo 
Scritto da Andrea Rizzo   
Giovedì 29 Dicembre 2011 16:07

 

Esiste, è già presente in vari ospedali italiani e funziona benissimo!
Si chiama Trimprob il Bioscanner inventato dal Fisico Clarbruno Vedruccio che permette di diagnosticare i tumori senza più ricorrere a tecniche molto invasive.

Laureatosi negli USA in Fisica, Vedruccio ha poi conseguito il Ph.D. in Ingegneria Elettronica; con un lavoro di ricerca indipendente inventa e brevetta il Bioscanner®, sistema assolutamente innovativo per la diagnostica precoce in ambito oncologico, utilizzato già con successo specialmente nella diagnosi dei tumori alla prostata e alla vescica in circa 50 ospedali in Italia.

Ecco dove puoi fare l’esame in Italia.

Il ministero della Salute, lo ha inserito nel repertorio dei dispositivi medici del Servizio sanitario nazionale. Il professor Veronesi lo ha sperimentato nel suo Istituto europeo di oncologia di Milano e ne ha decantato la validità.
“Ottime notizie, tutto bene!”, penserete. E qui cominciano le note dolenti…

Forse in un altro paese Clarbruno Verdruccio avrebbe meritato un importante riconoscimento pubblico, magari una candidatura al nobel… Ma siamo in Italia e la sua è una tipica storia italiana.

Sentite questa: dal 2008 la Galileo Avionica, società del colosso Finmeccanica, ha annunciato la chiusura della Trim Probe Spa, l’azienda che lo produceva e lo commercializzava, messa in liquidazione in quanto ritenuta non più strategica nell’ambito di un gruppo internazionale specializzato nei mezzi di difesa militare.

Ecco uno stralcio di un’intervista pubblicata su Il Giornale, nel marzo 2010

Il bioscanner com’è nato?

«Nel 1985 collaboravo col battaglione San Marco. Mi fu chiesto se ero in grado di mettere a punto una tecnologia per intercettare i pescatori di frodo che di notte approdavano sull’isola di Pedagna, zona militare al largo di Brindisi. Le telecamere non potevano essere installate per la troppa salsedine e le frequenti mareggiate. Stavo lavorando a una specie di radar antiuomo, come quelli che gli americani usavano in Vietnam, quando mi accorsi che alcune bande di frequenza in Uhf, fra i 350 e i 500 megahertz, quindi al di sotto dei canali televisivi, interagivano bene con i tessuti biologici delle persone».
(…) Allora non potevo saperlo. Ma avevo appena provato in vivo ciò che gli scienziati Hugo Fricke e Sterne Morse intuirono e descrissero nel 1926 su Cancer Research e cioè che i tessuti sani hanno una capacità elettrica più bassa, quelli infiammati più elevata, quelli oncologici ancora maggiore. In pratica il mio bioscanner consente di fare una specie di biopsia elettromagnetica, quindi incruenta, dei tessuti biologici, grazie a tre frequenze in banda Uhf, intorno ai 460, ai 920 e ai 1350 megahertz. In particolare, il segnale sulla prima frequenza interagisce con le formazioni tumorali maligne, evidenziando un abbassamento della riga spettrale».

E individua qualsiasi tipo di cancro?

«A eccezione delle leucemie. Ma i tumori solidi su cui abbiamo indagato li ha letti tutti. Ho visto alcuni carcinomi del seno con due anni d’anticipo sull’ecografia e sulla mammografia».


Chi è stato il primo paziente a sottoporsi all’esame?

trimprob Paradossi italiani: inventa il Bioscanner che rivela i tumori in modo non invasivo, ma bloccano la produzione!

Il Bioscanner in azione

«Un fisico britannico che era venuto all’Università di Urbino per un congresso. Gli ho scoperto un tumore alla prostata. Nei giorni successivi gli studenti di medicina, farmacia e veterinaria facevano la fila per sottoporsi all’esame e lo stesso i miei colleghi docenti. Io insegnavo a loro e loro a me. Nel 2006 ho portato la macchina in Libano durante la missione Leonte. È stato un altro screening di massa».

Ma chi garantisce che il test non faccia male e sia affidabile?

«Il bioscanner ha l’omologazione dell’Istituto superiore di sanità, che ne ha attestato la non nocività. Per ogni organo occorre poi una procedura di validazione presso enti accreditati dal ministero della Salute. Per le ovaie la sperimentazione avviata dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha dimostrato un indice di sensibilità del 91%, il che è particolarmente confortante, trattandosi di una neoplasia che non dà sintomi e in genere viene scoperta quando vi sono già le metastasi. Nello stesso istituto sono stati testati i tumori del retto: siamo sull’89% di attendibilità. Le prove per la tiroide e lo stomaco-duodeno, eseguite nelle Università di Catanzaro e Genova e nell’ospedale maggiore della Marina militare a Taranto, si sono rivelate esatte al 90% e in due casi al 100%. I tumori della vescica, testati all’ospedale Vito Fazi di Lecce, hanno restituito un dato sicuro nell’89,5% dei casi. Per la prostata e il seno siamo al 72%».

Il margine d’errore a che cos’è dovuto?

«All’imperizia di chi esegue l’esame e alla fallibilità di tutti i sistemi diagnostici. Non dimentichiamo che anche un ecografo può sbagliare nel 45% dei casi: tanto varrebbe buttare in aria una monetina e fare a testa o croce. Da uno studio pubblicato sulla rivista Urology nel 2008, e relativo alla diagnostica della prostata, risulta che il bioscanner ha offerto un’accuratezza del 72% contro il 55% di un’ecografia transrettale, tanto invasiva quanto fastidiosa».

Gli amici si rivolgeranno a lei al minimo acciacco.

«Li dirotto verso gli ospedali. È troppo pesante scoprire che una persona ha un tumore e doverglielo dire all’istante. Se il Trimprob fosse dato in dotazione ai medici di base, si risparmierebbero miliardi di euro spesi per accertamenti diagnostici spesso inutili. Purtroppo è presente solo in 50 ospedali sui circa 2.000 esistenti in Italia».

E all’estero?

«Si trova in Giappone, Brasile, Malesia, Turchia, Iran, Regno Unito, Francia, Belgio. Ma da due anni la Galileo Avionica ha smesso di produrlo e io mi ritrovo a pagare le spese per il mantenimento del brevetto internazionale dalla Cina al Sudafrica, dall’India al Canada. Si tratta di costi largamente superiori al mio stipendio».

E dire che la Galileo Avionica era andata ad analizzare col bioscanner persino la prostata di Beppe Grillo…

«Credo che il Trimprob sia stato testato anche su Umberto Bossi, che ne ha parlato benissimo a Silvio Berlusconi».

Il Trimprob rischia di rendere superfluo il lavoro dei radiologi?

«No. La diagnostica per immagini resta lo standard. Il bioscanner aiuta, dà il primo allarme. Per esempio, gli urologi che lo impiegano hanno ridotto di molto la prescrizione di biopsie».

Però manda in pensione le mammografie per prevenire il tumore al seno.

«Se vuole condannarmi a morte, scriva così».

Insomma, a quali specialisti dà fastidio?

«A tutti quello che non lo usano».

Qualcuno l’ha ostacolata?

«Durante un vertice all’Istituto superiore di sanità, al quale ero stato accreditato dall’Ieo del professor Veronesi, uno dei presenti mi ha detto: “Cos’è? Stregoneria?”. Gli ho obiettato che un’industria che produce cacciabombardieri difficilmente spreca tempo in riti vudù. Il bioscanner è la macchina del futuro. Ma capisco che sarebbe stato come parlare dei telefonini nel 1700».


Com’è possibile che l’Italia non riesca a sfruttare l’invenzione di un italiano?

«Vuol sapere una cosa? Sono un capitano di fregata precario. In Marina ho lavorato solo sei mesi l’anno, agli inizi senza stipendio. E dal 2 luglio sarò congedato perché compio 55 anni, che è l’età limite per far parte come ufficiale delle forze di completamento. Eppure questo è il periodo più fertile della mia vita di inventore: due brevetti depositati, fra cui un’antenna tattica omnidirezionale per collegamenti satellitari utilizzata dal contingente italiano in Afghanistan, e altri quattro già pronti».


Si sarà pentito di non essere rimasto negli Stati Uniti.

A fuggire si fa presto. Rimanere a combattere in Italia, quello sì è da soldati.

Non perdere il video che trovi qui sotto!

AddThis Social Bookmark Button
 

Commenti 

 
+1 #5 Michela 2012-11-19 07:54
Vorrei sapere dove si trova il trimprob a Milano, per far eseguire l' esame alla prostata possibilmente con visita urologica. In attesa di sollecito e positivo riscontro, ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Michela
Citazione
 
 
+1 #4 FRANCESCO 2012-09-20 17:48
è bene divulgare,far conoscere alla gente
e farlo in una maniera gratuita, magari on line, precisare quanto costa la visita ma credo che sia alla portata di tutte le tasche. complimenti
Citazione
 
 
0 #3 salvatore 2012-04-28 23:16
in italia i grandi uomini vengono riconosciuti solo dopo la morte poi parlano di fuga di cervelli questo mi fa convincere che anche dietro le tragedie brutte delle persone e delle famiglie la cosa importante sono sempre interessi e soldi e poi chiedono sul 730 di firmare x la ricerca
Citazione
 
 
+1 #2 marco 2012-01-03 13:44
ecco a chi va premiato,non ai politici italiani che ci anno portato alla miseria oppure ai calciatori che a 30 anni sono gia miliardari
Citazione
 
 
0 #1 domenico 2012-01-02 18:25
buona sera, dove posso andare a fare la visita , io abito a Segrate / Milano e quanto costa ?
grazie per la cortese risposta
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Chi è on line

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi57
mod_vvisit_counterIeri45
mod_vvisit_counterQuesta settimana172
mod_vvisit_counterQuesto mese1353
mod_vvisit_counterdal 01/08/2011327949

We have: guests online
Il tuo IP: 172.68.65.141
oggi: Set 19, 2017
Visitors Counter


Options

Aggiungi questo sito ai preferiti
Aggiungi questa pagina ai preferiti
Scegli come Homepage
Stampa pagina

I più letti

Lettura consigliata

Territorio Zero è un manifesto che impegna chi lo sottoscrive a realizzare un programma di sviluppo territoriale rispettoso delle risorse naturali in una visione innovativa; TerritorioZero contiene un programma politico-amministrativo, fondato su basi tecnico-scientifiche, che suggerisce soluzioni operative alle nuove generazioni di amministratori degli enti locali...

Menù....


Privacy Policy

Questo sito è creato con il software libero di Joomla!. per il MoVimento 5 Stelle di Nardò.